“La ‘trappola’ del matrimonio”

  • Non le dico niente, Y si inginocchia e tutto, X gli dice no. X scopre che io sapevo e mi uccide. Y scopre che io sapevo che X non voleva la proposta e mi uccide.
    Insomma finisco morta, che non è una bella prospettiva.
  • Le dico della intenzione di Y, rovino la sorpresa e l’amicizia con Y. Ma salvo X dall’imminente proposta e Y dalla figuraccia.
    Cerco il primo volo in partenza per Ovunque per X. O meglio, per me, perché non voglio assistere al DOPO.
  • Lo dico immediatamente a Y, che magari fa ancora in tempo a non preparare niente e gli suggerisco di parlarne meglio, prima.
    Mi sembra che questa situazione salvi capre e cavoli, sto per mettere mano al cellulare e mandare un sms (no, niente messaggistica istantanea allora) quando X mi fissa come se fossi la gazzella nella foresta di fronte al leone. Anzi, leonessa, che il leone è un pigro.

Through The Mirror

Risultati immagini per writing gifNo, non pensate di essere arrivati in un post di invettiva contro il matrimonio, non sono certo la fan numero uno di questa istituzione ma non mi metterei mai a farneticarci contro!

Quello di cui sto per narrare è molto più letterale.

Sette anni fa, ero solita frequentare una coppia di amici in coppia consolidata, visto che erano ormai un tutt’uno dai tempi del liceo. Un pomeriggio il lui della coppia che per evitare momenti drammatici chiameremo Y., mi chiede di intrattenere la lei della coppia, che chiameremo X. , poiché lui deve allestire il giardino di casa di lei, chiamare un cantante, un gruppo di bimbi che reciterà una poesia, mettere l’anello in una scatola dalla quale uscirà un gruppo di farfalle, e altre bizzarrie, per la proposta di matrimonio-

Certo è che tutta sta fatica per una frase…. Ma non sarebbe meglio mettere un…

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“Seicento Secondi”

Il tempo.
Che è qualcosa di pochissimo, se siamo felici.
E’ qualcosa di tantissimo, se siamo disperati.
Comunque sta lì.
Con una lunga, estenuante, miracolosa serie di 10 minuti a disposizione

Through The Mirror

26_ Per dieci minuti Tralie Graphic

Leggiamo per noia per curiosità per scappare dalla vita che facciamo, per guardarla in faccia, per sapere, per dimenticare, per addomesticare i mostri fra la testa e il cuore, per liberarli. Non ci somigliamo per niente anche se ci teniamo per mano, amiamo, detestiamo, e se per Natale regaleremo a chi ci è più caro, lo stesso libro.
Non ci somigliamo per niente.
Fatalmente, è proprio per questo che, sì: non c’è dubbio.
Esistiamo.[1]

La pioggia cade lenta, quasi annoiata di doverlo fare, sul vetro della finestra dalla quale si vedono a tratti e sfocate le vite degli altri.
Sarà per dovere o piacere che il vicino sta portando fuori il cane nonostante il gelo polare? È perché ama il suo animale domestico al punto di beccarsi una polmonite? O perché la sua casa gli sta stretta e magari ha necessità di scappare via, almeno un po’…

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