“…Nelle ‘puntate’ precedenti…”

In attesa di nuove (dis) avventure da raccontare, e credetemi ne sto vivendo, devo solo trovare il tempo di metterle nero su bianco, ecco per chi avesse curiosità qualche vecchia storia.

Buon weekend💟

Through The Mirror

Qualche giorno fa ho fatto un recap di tutti gli articoli- consiglio che ho scritto, per fare un po’ di ordine soprattutto nella mia testa (dura); l’ho trovato rilassante e ho deciso di farlo anche con il resto dei miei scritti (e di quelli dei miei compagni di disavventura); nel corso di questi mesi ho trattato argomenti vari ed eventuali, lasciandomi trasportare dai ricordi, dall’umore e dall’ispirazione.
Sono tutti avvenimenti realmente accaduti, riflessioni, pensieri messi nero su bianco in ordine sparso.

Qui, ora, provo invece a dargli un senso almeno per argomento, così se avete qualche commento da fare, qualche opinione da scambiare, sarà più semplice.

Spero.

Risultati immagini per love gifSull’amore o giù di lì

–Dio ci salvi da Cupido    (Gioia)
–Mi stai friendzonando?!?! (Gioia)
– Mai ordinare pollo al Primo Appuntamento (Gioia)
–L’importanza dello Spazzolino (Federica)
– Se ti dà del Tenero, non c’è del tenero

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“Ago e Filo (ovvero, Non ci sono più i rimorchi di una volta)”

Era il 2016, alla fine del 2019 le cose non sono migliorate. La gente continua a conoscersi virtualmente, ad innamorarsi virtualmente e a deludersi virtualmente.
Eppure io quanto preferisco parlare con una persona in carne ed ossa davanti a un drink, magari dopo aver osservato l’armadio indecisa per ore, piuttosto che davanti a un PC in pigiama.
E lo dico da super pigra!!
Ma le persone sono come i libri. Gli ebook sono una svolta se devi andare di corsa, se non hai spazio, se vuoi rileggere qualcosa in aereo e hai solo bagaglio a mano…
Ma vuoi mettere entrare fisicamente in una libreria, farsi fuorviare dalla copertina, incuriosire dal titolo, conquistare dalla trama…
E poi magari odorare le pagine. L’indecisione. Lo prendo? Non lo prendo?
Un appuntamento è così. Ti guardi. Ti studi. Discretamente ti annusi. Osservi le smorfie, i tic, il tono della voce…
Sarò old school Ma per me le app non funzionano.
Ecco perché morirò zitella mangiata dai gatti dei vicini.
Buona fine e buon inizio.

Through The Mirror

“Ciao, hai ago e filo? Vorrei attaccare bottone.”

Dopo aver letto questa frase su facebook, ho seriamente pensato di chiudere baracca e burattini e ciao. Fine dei giochi, me ne vado in convento.
Sì perché le donne proprio non mi attraggono, ma se il livello di corteggiamento degli uomini è sceso a tanto, forse la clausura non è solo un’opzione ma addirittura una di quelle più auspicabili.
Poi però mi sono resa conto che Qualcuno avrebbe potuto obiettare un pizzico dato il mio rapporto a dir poco altalenante con la religione, e il mio carattere non avvezzo ai regolamenti troppo rigidi.
E poi la sveglia alle 5 per le Lodi?

Machimelofafare?!?!

Però la questione rimane. Che fine hanno fatto i “rimorchi” di una volta? Non parlo di chissà quale arzigogolamento che a forza di girare attorno ti ci strozzi da solo, no, ma delle care, vecchie frasi semplici e dirette…

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“Seicento Secondi”

Il tempo.
Che è qualcosa di pochissimo, se siamo felici.
E’ qualcosa di tantissimo, se siamo disperati.
Comunque sta lì.
Con una lunga, estenuante, miracolosa serie di 10 minuti a disposizione

Through The Mirror

26_ Per dieci minuti Tralie Graphic

Leggiamo per noia per curiosità per scappare dalla vita che facciamo, per guardarla in faccia, per sapere, per dimenticare, per addomesticare i mostri fra la testa e il cuore, per liberarli. Non ci somigliamo per niente anche se ci teniamo per mano, amiamo, detestiamo, e se per Natale regaleremo a chi ci è più caro, lo stesso libro.
Non ci somigliamo per niente.
Fatalmente, è proprio per questo che, sì: non c’è dubbio.
Esistiamo.[1]

La pioggia cade lenta, quasi annoiata di doverlo fare, sul vetro della finestra dalla quale si vedono a tratti e sfocate le vite degli altri.
Sarà per dovere o piacere che il vicino sta portando fuori il cane nonostante il gelo polare? È perché ama il suo animale domestico al punto di beccarsi una polmonite? O perché la sua casa gli sta stretta e magari ha necessità di scappare via, almeno un po’…

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“Che fine hanno fatto i Trentenni?!?”

“Oddio perché ha detto 2011?”, cerco di indagare con la mia solita finta faccia da poker che però mi porta ad un’amara verità. Il ragazzo in questione non solo è tanto intelligente e interessante che sa sostenere una conversazione di due ore, ma è anche appartenente alla classe ’92 il che mi fa assumere un’espressione tra il disperato e il furibondo.

Through The Mirror

trentenni

Questa dovrebbe essere una di quelle domande da quiz televisivo, oppure il titolo di una puntata di “Chi l’ha visto”, invece nonostante in molti abbiamo provato a rispondere a questa domanda, oggi sono ancora qui a chiedermi: che fine hanno fatto i ragazzi della mia generazione?

Troppo spesso mi è capitato negli anni di frequentare o conoscere ragazzi molto interessanti per poi scoprire che appartenevano alla generazione dopo la mia.

Una sera, ad esempio, mi è capitato di conversare piacevolmente con un ragazzo appena conosciuto. La situazione era quella classica di una festa, tante persone e musica a medio volume. Di solito locali del genere non mi piacciono molto ma conversare con quel ragazzo era così piacevole che non mi ero resa conto del tempo che passava. Parlammo di tutto dalla politica alle serie tv, dallo sport ai discorsi del papa, sul serio tutto e una cosa del genere non…

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“L’esperimento”

Sarei tentata di rifarlo…. ma purtroppo quest’anno le tecnologie mi servono a sopravvivere ad un’estate senza vacanze!

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basta<<Adesso basta! Ho deciso! Voglio stare una settimana senza le nuove tecnologie. Ce l’hanno fatta per generazioni e generazioni in passato, io stessa sono nata quando la maggior parte di questi oggetti diabolici non erano stati commercializzati, perciò lo faccio.
Spengo tutto.>>

Ho iniziato questo esperimento tornata dalle vacanze. Essendo stata all’estero ero già parzialmente disintossicata e mi è sembrato il momento propizio. Un po’ ero stanca di questa specie di interdipendenza fra me e il computer e un po’ ho pensato che se dovesse succedere un’ecatombe, un blackout, vorrei saper fare qualcosa anche senza il supporto tecnologico.

[Io non vorrei fare la parte della credulona ma… appena ho dichiarato di potercela fare senza tecnologia mi è venuta l’influenza! E non di quelle leggere, vi risparmio i dettagli ma diciamo che il primo giorno anche volendo non mi sarei potuta avvicinare a null’altro che le ceramiche del bagno.]

 Il…

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“Non dire BIACCO se non ce l’hai nel sacco”

Through The Mirror

Di solito le poche persone che conoscono la figura professionale del biologo ambientale/naturalista hanno una certa immagine che si forma nella loro mente: un muscoloso e aitante canadese biondo e capellone in camicia a scacchi armato di binocolo e bicipiti che salpa su mari tempestosi per trovare il cucciolo ferito di balena da salvare, oppure qualche foca monaca a cui battere il cinque mentre ci si fa un selfie da postare su Instagram. 

Il che è anche vero, ma in generale i ricercatori ambientali sono un po’ più come me. Che ce l’ho pure una camicia a scacchi, ma non ho bicipiti e prendo la metro B. Ah, e non ho mai salvato cuccioli di balena, non ancora almeno.

Fatta questa presentazione per rompere il ghiaccio come fanno i narvali (si, ci saranno riferimenti ad animali durante il testo, se siete curiosi gugolateli), vi racconto quella del serpente in metro. 

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“L’esperimento”

<<Adesso basta! Ho deciso! Voglio stare una settimana senza le nuove tecnologie. Ce l’hanno fatta per generazioni e generazioni in passato, io stessa sono nata quando la maggior parte di questi oggetti diabolici non erano stati commercializzati, perciò lo faccio. Spengo tutto.>>   Ho iniziato questo esperimento tornata dalle vacanze. Essendo stata all’estero ero già … Continua a leggere “L’esperimento” →